
Guida al controllo della glicemia
Che cos’è la glicemia?
Con il termine glicemia si indica il livello di glucosio presente nel sangue.
Il glucosio rappresenta una delle principali fonti di energia dell'organismo ed è utilizzato dalle cellule per svolgere le proprie funzioni.
Il nostro organismo possiede un complesso sistema di regolazione della glicemia, che contribuisce a mantenere la concentrazione di glucosio nel sangue entro determinati valori nel corso della giornata.
Il livello della glicemia, infatti, non è sempre uguale: varia soprattutto in relazione ai pasti, al digiuno, all'attività fisica, allo stress e ad altri fattori. Per questo motivo, quando si parla di valori della glicemia, è importante sapere anche in quale momento è stata effettuata la misurazione.
Quali sono i valori normali della glicemia?
Una delle domande più frequenti è: quanto deve essere la glicemia?
Il glucosio nel sangue viene generalmente espresso in mg/dL e i valori devono essere interpretati tenendo conto delle condizioni in cui è stata effettuata la misurazione.
In linea generale, per un adulto non in gravidanza:
- una glicemia a digiuno inferiore a 100 mg/dL rientra nel range considerato normale;
- valori della glicemia a digiuno compresi tra 100 e 125 mg/dL indicano un'alterazione della glicemia a digiuno e possono rientrare nell'ambito del prediabete;
- una glicemia a digiuno pari o superiore a 126 mg/dL, se confermata secondo i criteri diagnostici previsti, può essere indicativa di diabete;
- nel test orale da carico di glucosio, una glicemia a 2 ore inferiore a 140 mg/dL è considerata normale, mentre valori compresi tra 140 e 199 mg/dL indicano una ridotta tolleranza al glucosio e valori pari o superiori a 200 mg/dL possono essere compatibili con diabete.
Per glicemia a digiuno si intende generalmente la misurazione effettuata dopo almeno 8 ore senza assunzione calorica.
Questi parametri rappresentano valori di riferimento generali.
L'interpretazione deve comunque essere effettuata dal medico considerando età, condizioni cliniche, eventuali terapie e altri esami di laboratorio.
Glicemia a digiuno: come interpretare valori come 95, 110, 120 e 126?
Molte persone, dopo aver effettuato un controllo, cercano il significato di uno specifico valore della glicemia a digiuno.
- Una glicemia di 95 mg/dL a digiuno, ad esempio, rientra generalmente nel range normale.
- Un valore di 110 mg/dL a digiuno, invece, si colloca nel range dell'alterata glicemia a digiuno e merita di essere valutato nel contesto generale della persona.
- Lo stesso vale per una glicemia di 120 mg/dL a digiuno, che non permette da sola di formulare una diagnosi ma rappresenta un valore da approfondire con il proprio medico.
Una glicemia di 126 mg/dL a digiuno raggiunge invece uno dei valori soglia utilizzati per la diagnosi di diabete, ma normalmente il risultato deve essere confermato attraverso ulteriori accertamenti se non sono presenti sintomi inequivocabili.
Non bisogna quindi interpretare un singolo valore in maniera isolata: l'andamento della glicemia e la valutazione medica sono più importanti del singolo numero.
Valori della glicemia dopo i pasti
La glicemia aumenta fisiologicamente dopo aver mangiato perché i carboidrati assunti con l'alimentazione vengono digeriti e trasformati, in parte, in glucosio.
Quando si parla di glicemia post-prandiale, è quindi essenziale specificare quanto tempo è trascorso dal pasto.
Un parametro comunemente utilizzato in ambito diagnostico è la glicemia misurata 2 ore dopo l'assunzione di glucosio durante il test da carico orale, ma questo valore non deve essere confuso automaticamente con una normale misurazione domestica effettuata due ore dopo pranzo o cena.
I valori della glicemia dopo i pasti possono infatti dipendere da numerosi fattori:
- quantità e tipo di carboidrati consumati;
- composizione complessiva del pasto;
- attività fisica;
- risposta insulinica individuale;
- eventuale presenza di diabete o alterazioni del metabolismo del glucosio;
- farmaci assunti.
Per questo motivo non esiste un unico valore valido indistintamente per tutte le persone e per qualsiasi pasto.
Glicemia dopo 2, 3 o 4 ore dal pasto
Generalmente la glicemia aumenta dopo aver mangiato e successivamente tende a diminuire progressivamente grazie soprattutto all'azione dell'insulina.
Misurare la glicemia 2 ore dopo i pasti può essere utile in determinate situazioni, soprattutto nelle persone che devono effettuare un controllo glicemico secondo indicazione medica.
La glicemia dopo 3 o 4 ore dal pasto dovrebbe invece essere interpretata considerando ciò che si è mangiato, la quantità, l'attività fisica svolta e le condizioni individuali.
Se valori elevati dopo i pasti si presentano con frequenza, è consigliabile parlarne con il medico anziché valutare autonomamente ogni singola misurazione.
Insulina e glucagone: cosa sono?
Il corpo possiede un sistema di regolazione della glicemia che permette di mantenere la quantità di glucosio nel sangue entro un intervallo adeguato.
Due degli ormoni più importanti coinvolti in questo processo sono:
- insulina: favorisce l'ingresso del glucosio nelle cellule e contribuisce alla riduzione della glicemia;
- glucagone: contribuisce invece ad aumentare la disponibilità di glucosio nel sangue quando i livelli tendono a diminuire.
Una delle principali fonti di glucosio è rappresentata dall'alimentazione. Dopo i pasti, la glicemia tende ad aumentare e il pancreas rilascia insulina per favorire l'utilizzo e l'immagazzinamento del glucosio.
Durante il digiuno, invece, l'organismo mette in atto diversi meccanismi, tra cui l'azione del glucagone, per evitare che la concentrazione di glucosio nel sangue scenda eccessivamente.
Perché è importante tenere sotto controllo la glicemia
Mantenere un corretto livello di glucosio nel sangue è fondamentale per garantire alle cellule una disponibilità adeguata di energia.
Quando i valori della glicemia si allontanano in maniera significativa dall'intervallo fisiologico possono verificarsi principalmente due condizioni:
- ipoglicemia, quando la glicemia scende eccessivamente;
- iperglicemia, quando i livelli di glucosio nel sangue sono troppo elevati.
Un singolo valore leggermente alterato non significa necessariamente avere una malattia. Al contrario, valori anomali persistenti o ripetuti meritano sempre una valutazione medica.
L'iperglicemia cronica è una delle caratteristiche principali del diabete e, nel lungo periodo, può essere associata a diverse complicanze.
Glicemia alta: quali sono i valori?
Si parla di glicemia alta o iperglicemia quando la concentrazione di glucosio nel sangue supera i valori considerati appropriati per quella specifica condizione di misurazione.
Un problema particolarmente importante è che un livello elevato di glucosio può non provocare sintomi evidenti nelle fasi iniziali.
Per quanto riguarda la glicemia a digiuno:
- valori inferiori a 100 mg/dL sono generalmente considerati normali;
- valori da 100 a 125 mg/dL rientrano nell'alterata glicemia a digiuno;
- valori pari o superiori a 126 mg/dL rappresentano uno dei criteri utilizzati per la diagnosi del diabete, che deve essere effettuata secondo precise modalità.
Quando l'iperglicemia diventa più importante possono comparire sintomi come:
- stanchezza;
- aumento della sete;
- bisogno di urinare frequentemente;
- malessere generale;
- mal di testa;
- visione offuscata;
- in alcuni casi, perdita di peso non intenzionale.
Glicemia alta a digiuno: cosa fare?
In presenza di una glicemia alta a digiuno, soprattutto se il valore si ripete in più misurazioni, il primo passo non dovrebbe essere cercare di abbassarla rapidamente con rimedi fai da te, ma comprenderne la causa insieme al medico.
Una sola misurazione può essere influenzata da numerosi fattori e non è sufficiente, nella maggior parte dei casi, per diagnosticare diabete o prediabete.
Il medico potrà eventualmente prescrivere ulteriori controlli, come una nuova glicemia a digiuno, l'emoglobina glicata o altri esami specifici.
Come favorire il controllo della glicemia?
Alimentazione e stile di vita hanno un ruolo importante nel mantenimento di un corretto metabolismo del glucosio.
Tra le abitudini utili rientrano una dieta equilibrata, una buona idratazione, l'utilizzo di prodotti specifici per il controllo della glicemia e lo svolgimento regolare di attività fisica.
È consigliabile limitare l'eccesso di alimenti e bevande ricchi di zuccheri semplici e carboidrati molto raffinati, privilegiando un'alimentazione varia che comprenda verdure, legumi, cereali integrali e altre fonti di fibre.
Anche la frutta può naturalmente far parte di una dieta equilibrata: ciò che conta è soprattutto considerare quantità, frequenza e alimentazione complessiva, evitando di classificare singoli alimenti come necessariamente “vietati”.
Per quanto riguarda i carboidrati, può essere utile privilegiare fonti integrali e ricche di fibre rispetto a prodotti molto raffinati.
Il mantenimento di un peso adeguato, l'attività fisica regolare, una buona qualità del sonno e la gestione dello stress contribuiscono inoltre alla salute metabolica generale.
Glicemia bassa: cosa fare?
Una glicemia troppo bassa, o ipoglicemia, può manifestarsi in diverse circostanze.
È una condizione particolarmente importante nelle persone con diabete che utilizzano insulina o alcuni farmaci ipoglicemizzanti, mentre in chi non ha diabete l'ipoglicemia è meno comune e può richiedere approfondimenti specifici.
I principali sintomi della glicemia bassa possono comprendere:
- sudorazione;
- palpitazioni;
- tremori;
- fame;
- debolezza;
- confusione mentale;
- nei casi più importanti, perdita di coscienza.
La gravità dell'ipoglicemia dipende sia dal valore glicemico sia dalla capacità della persona di intervenire autonomamente.
In presenza di sintomi importanti, perdita di coscienza o episodi ripetuti è necessario rivolgersi rapidamente a un professionista sanitario.
Hai mai sentito parlare di “curva glicemica”?
La curva glicemica, o test orale da carico di glucosio (OGTT), è un esame utilizzato per valutare come l'organismo gestisce una determinata quantità di glucosio.
Il test prevede generalmente una prima misurazione a digiuno e successive rilevazioni dopo l'assunzione di una soluzione contenente glucosio.
Nel test utilizzato per la diagnosi di diabete negli adulti, uno dei valori principali viene rilevato 2 ore dopo l'assunzione della soluzione glucosata.
La curva glicemica viene utilizzata anche durante la gravidanza per individuare eventuali alterazioni compatibili con il diabete gestazionale, secondo protocolli e valori di riferimento specifici per la gravidanza.
Quando misurare la glicemia?
Un altro dubbio molto frequente riguarda quando misurare la glicemia e quali siano gli orari più indicati.
Non esiste uno schema uguale per tutti.
Nelle persone con diabete, gli orari della misurazione della glicemia dipendono dal tipo di diabete, dalla terapia seguita e dalle indicazioni fornite dal medico.
Le rilevazioni possono essere effettuate, a seconda delle necessità:
- al mattino a digiuno;
- prima di pranzo o prima di cena;
- prima dei pasti;
- una o due ore dopo i pasti;
- prima o dopo l'attività fisica;
- prima di coricarsi;
- in presenza di sintomi compatibili con ipoglicemia o iperglicemia.
Per poter confrontare correttamente i risultati è importante annotare anche l'orario della misurazione e il rapporto con il pasto.
Dire semplicemente “ho la glicemia a 120”, infatti, fornisce poche informazioni: 120 mg/dL a digiuno e 120 mg/dL dopo un pasto hanno significati differenti.
Come monitorare il livello della glicemia
Monitorare il livello della glicemia è particolarmente importante per chi è affetto da diabete e, in alcune circostanze, per chi è soggetto a episodi di ipoglicemia o deve effettuare controlli prescritti dal medico.
Vengono in nostro soccorso gli strumenti elettromedicali ideati per la misurazione della glicemia: i tradizionali glucometri utilizzano una piccola goccia di sangue prelevata generalmente dal polpastrello per stimare il livello di glucosio.
Accanto ai classici misuratori sono sempre più diffusi i sistemi di monitoraggio continuo o intermittente del glucosio, che utilizzano un piccolo sensore e consentono di seguire l'andamento del glucosio nel corso della giornata riducendo il numero di misurazioni capillari necessarie in molte situazioni.
È importante ricordare che i valori rilevati con sistemi diversi non sono necessariamente perfettamente sovrapponibili e che modalità e frequenza del monitoraggio devono essere stabilite in base alle esigenze individuali.
Come mantenere stabile il livello della glicemia
Per favorire il mantenimento di normali livelli di glucosio nel sangue è fondamentale partire da alimentazione equilibrata, attività fisica e stile di vita.
All'interno di una dieta varia possono inoltre essere presenti integratori alimentari formulati per il metabolismo del glucosio.
Gli integratori, tuttavia, non sostituiscono una dieta equilibrata, uno stile di vita sano né eventuali terapie prescritte dal medico.
Tra i prodotti disponibili troviamo:
- IMOPRO GLYCEQUIL, integratore alimentare con ingredienti selezionati per il metabolismo dei carboidrati e del glucosio;
- SOLGAR PICOCROMO SUPER CONCENTRATO, complemento alimentare a base di cromo, minerale che contribuisce al normale metabolismo dei macronutrienti e al mantenimento di normali livelli di glucosio nel sangue;
- ERBA VITA GLICEM STOP COMPLETE, integratore alimentare con Gelso bianco, Gymnema, Bitter melon, Cannella e Cromo;
- ESI NOGLIC, integratore con ingredienti selezionati per supportare il metabolismo dei carboidrati e dei lipidi.
In presenza di valori glicemici elevati, diabete o terapia farmacologica, è sempre opportuno chiedere consiglio al medico o al farmacista prima di assumere un integratore.
Il controllo della glicemia non dipende infatti da un singolo alimento o prodotto, ma da un insieme di fattori.
Conoscere i propri valori glicemici, sapere quando misurarli e interpretarli correttamente rappresenta il primo passo per prendersi cura della propria salute metabolica.



























